Nei sistemi di machine vision, l’obiettivo non è un semplice accessorio della telecamera, ma il componente che determina la qualità reale dell’informazione acquisita.
L’ottica rappresenta infatti il primo anello della catena di imaging: se l’immagine che raggiunge il sensore è degradata, distorta o povera di contrasto, nessun algoritmo potrà compensarne le carenze.

Per questo motivo, la scelta dell’obiettivo deve essere affrontata come una vera decisione progettuale, al pari della selezione della telecamera o dell’illuminazione. In ambito industriale, dove precisione, ripetibilità e stabilità nel tempo sono requisiti imprescindibili, affidarsi a criteri semplificati o a logiche derivate dalla fotografia porta spesso a errori di dimensionamento e a sistemi poco robusti.

 

Il ruolo dell’ottica nel sistema di visione artificiale

L’obiettivo ha il compito di trasferire l’immagine dell’oggetto sul sensore mantenendo fedeltà geometrica, uniformità e contrasto. A differenza delle ottiche fotografiche, progettate per la resa estetica e l’uso intermittente, gli obiettivi per visione artificiale sono ottimizzati per funzionare in modo continuo, in ambienti industriali e con parametri noti e ripetibili.

In un sistema di visione, l’ottica influisce direttamente su aspetti chiave come la risoluzione utile, la profondità di campo, la distorsione geometrica e la stabilità dimensionale dell’immagine. Una scelta non corretta può tradursi in errori di misura, falsi scarti o difficoltà di calibrazione, con un impatto diretto sull’affidabilità del processo produttivo.

Risoluzione ottica, contrasto e MTF

Con l’evoluzione dei sensori ad alta risoluzione, la qualità dell’obiettivo è diventata un fattore ancora più critico. Non tutte le ottiche sono in grado di sfruttare appieno sensori con pixel di piccole dimensioni, soprattutto quando è richiesto un elevato contrasto sui dettagli fini.

Dal punto di vista ottico, questa capacità è descritta anche dalla MTF (Modulation Transfer Function), che rappresenta il modo in cui l’obiettivo trasferisce il contrasto dall’oggetto al sensore. Pur non essendo un parametro utilizzato direttamente nella scelta operativa dell’ottica, la MTF aiuta a comprendere perché alcune soluzioni garantiscono immagini più leggibili e affidabili di altre, soprattutto nelle applicazioni più esigenti.

In contesti come OCR, ispezione di micro-difetti o metrologia, una resa ottica non adeguata può tradursi in immagini apparentemente nitide ma poco informative per l’algoritmo di visione. In questi casi, la scelta di un’ottica progettata specificamente per la visione industriale diventa una condizione necessaria per garantire precisione e ripetibilità nel tempo.

Apertura, profondità di campo e limiti fisici

L’apertura dell’obiettivo influisce direttamente sulla quantità di luce che raggiunge il sensore e sulla profondità di campo, ovvero l’intervallo entro il quale l’oggetto risulta a fuoco. In ambito industriale, una profondità di campo adeguata è spesso necessaria per compensare tolleranze meccaniche, vibrazioni o variazioni di quota del pezzo.

Tuttavia, chiudere eccessivamente il diaframma introduce fenomeni di diffrazione, che riducono la risoluzione effettiva del sistema. Per questo motivo, nei sistemi di machine vision si lavora su aperture ottimali, frutto di un compromesso tra profondità di campo, contrasto e risoluzione.

 

OptiCalc: il calcolatore ottico per la progettazione machine vision

La progettazione dell’ottica rappresenta una delle fasi più delicate nello sviluppo di un sistema di visione artificiale industriale, poiché coinvolge parametri fortemente interdipendenti come campo visivo, risoluzione, distanza di lavoro e dimensioni del sensore.

Per supportare questa fase in modo strutturato, Visionlink ha sviluppato OptiCalc, un calcolatore ottico specificamente pensato per applicazioni di machine vision.

 

 

OptiCalc - calcolatore ottico Visionlink

OptiCalc – calcolatore ottico Visionlink

 

OptiCalc consente di tradurre i requisiti applicativi in parametri ottici concreti, permettendo di calcolare in modo accurato la lunghezza focale ideale, il campo visivo previsto e la distanza di lavoro richiesta in funzione delle caratteristiche della telecamera e dell’oggetto da ispezionare.
Questo approccio aiuta il progettista a verificare fin dalle prime fasi la compatibilità tra ottica e sensore, evitando configurazioni che, pur corrette dal punto di vista teorico, risulterebbero inadeguate in un contesto industriale reale.

A differenza dei calcolatori ottici generici, spesso pensati per ambiti fotografici o didattici, OptiCalc è stato sviluppato con un’impostazione ingegneristica, tenendo conto delle tolleranze meccaniche, delle distanze operative e delle risoluzioni tipiche dei sistemi di visione industriale. Il suo utilizzo riduce in modo significativo gli errori di dimensionamento nella fase di concept e accelera il passaggio dalla progettazione alla validazione del sistema.

 

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Tipologie di obiettivi per machine vision

 

Obiettivi standard

Gli obiettivi standard per machine vision rappresentano la soluzione più diffusa nelle applicazioni industriali di ispezione di base. Sono comunemente utilizzati nei sistemi di controllo presenza/assenza, nella lettura di codici a barre o Data Matrix e nelle ispezioni qualitative, dove non è richiesta un’elevata accuratezza dimensionale.

Obiettivo industriale Fujifilm da 25 mm

 

Queste ottiche offrono un buon compromesso tra prestazioni, flessibilità e costo, ma introducono una naturale distorsione prospettica, tipica delle ottiche non telecentriche. Per questo motivo non sono indicate per applicazioni di misura dimensionale o controllo tolleranze, dove anche piccole variazioni di distanza tra oggetto e obiettivo possono influenzare l’ingrandimento e quindi il risultato dell’ispezione.

Visionlink propone un ampio catalogo di obiettivi standard per machine vision, disponibili in diverse lunghezze focali, aperture e formati di sensore, adatti alla maggior parte delle applicazioni industriali. La gamma include soluzioni consolidate di produttori storici come Fujifilm e Tamron, affiancate da ottiche Optowl (ex Ricoh), Hikrobot e Fifo, progettate specificamente per la visione artificiale.

 

👉 Catalogo obiettivi standard

 

Obiettivi Line Scan

Gli obiettivi line scan sono progettati per lavorare con telecamere a scansione lineare e vengono impiegati in applicazioni in cui l’immagine viene acquisita riga per riga, tipicamente su materiali in movimento continuo come nastri, fogli, bobine o superfici estese.

 

MVL-LF5040M-F

Obiettivo line scan Hikrobot da 50 mm

Queste ottiche sono ottimizzate per garantire uniformità di risoluzione lungo l’intera linea di scansione, riducendo distorsioni e cadute di prestazione ai bordi. Sono fondamentali in settori come ispezione web, controllo superfici, stampa e industria del packaging.

 

👉 Catalogo obiettivi Line Scan

 

Obiettivi telecentrici

Gli obiettivi telecentrici sono progettati per mantenere costante l’ingrandimento dell’oggetto indipendentemente dalla sua distanza dall’obiettivo. Questa caratteristica elimina l’effetto prospettico e consente di ottenere immagini geometricamente fedeli, rendendoli fondamentali nelle applicazioni metrologiche.

Ottica telecentrica Opto Engineering

 

Sono la scelta di riferimento nei sistemi di controllo dimensionale, verifica delle tolleranze e calibrazione geometrica, dove è richiesta un’elevata ripetibilità e affidabilità della misura. In funzione dell’architettura del sistema, gli obiettivi telecentrici possono essere realizzati in versione telecentrica lato oggetto, lato immagine o bi-telecentrica, ciascuna pensata per specifiche esigenze applicative e livelli di precisione.

 

👉 Catalogo obiettivi telecentrici

 

Obiettivi varifocali e zoom ad alto ingrandimento

Gli obiettivi varifocali e zoom trovano impiego nelle applicazioni in cui è necessario osservare dettagli estremamente piccoli, come nelle micro-ispezioni, nell’elettronica o nei processi legati all’industria dei semiconduttori.

In questi contesti, l’elevato ingrandimento comporta una profondità di campo molto ridotta, rendendo il sistema particolarmente sensibile a vibrazioni, disallineamenti meccanici e variazioni di quota dell’oggetto. La scelta dell’ottica deve quindi essere accompagnata da una progettazione meccanica accurata e da un controllo rigoroso delle condizioni operative, per garantire stabilità e ripetibilità dell’immagine nel tempo.

Obiettivo Optowl varifocale con zoom 6x

 

👉 Catalogo obiettivi varifocali e zoom

 

Obiettivi grandangolari e fisheye

Gli obiettivi grandangolari e fisheye per machine vision vengono utilizzati quando è necessario acquisire un campo visivo molto ampio in spazi ridotti o monitorare grandi aree con una singola telecamera. Trovano applicazione in sistemi di sorveglianza industriale, logistica, controllo aree e guida robotica.

 

Obiettivo grandangolare senza distorsione Theia Technologies

 

Queste ottiche introducono una distorsione geometrica marcata, che può essere compensata via software attraverso algoritmi di calibrazione dedicati, rendendole adatte a contesti in cui la copertura dell’area è più importante della precisione metrologica.

 

👉 Catalogo obiettivi grandangolari e fish eye

 

Ottiche per applicazioni a infrarossi e ultraviolette

Non tutte le ottiche sono progettate per lavorare correttamente su tutto lo spettro elettromagnetico. Nelle applicazioni che utilizzano ultravioletto, infrarosso SWIR , o tecnologie multispettrali, è necessario ricorrere a ottiche specificamente progettate per la lunghezza d’onda di interesse.

 

Obiettivo ultravioletto Optowl

Queste soluzioni impiegano vetri speciali e coating dedicati, in grado di garantire trasmissione ottica ed evitare problemi di messa a fuoco o aberrazione cromatica al di fuori dello spettro visibile. La scelta di un’ottica non spettralmente corretta può compromettere seriamente il contrasto dell’immagine e l’affidabilità dell’ispezione.

 

sma11f12 obiettivo swir tamron

Obiettivo industriale SWIR Tamron

👉 Catalogo obiettivi UV

👉 Catalogo obiettivi SWIR

 

 

Errori progettuali frequenti nella scelta dell’obiettivo

Uno degli errori più comuni nella progettazione di un sistema di machine vision consiste nel partire dalla scelta dell’ottica invece che dai requisiti reali dell’applicazione. In molti casi l’attenzione si concentra su campo visivo o lunghezza focale, trascurando la risoluzione minima richiesta sull’oggetto, che dovrebbe invece rappresentare il vero punto di partenza del progetto.

Un’altra criticità frequente riguarda la sottovalutazione di parametri ottici fondamentali come la distorsione geometrica e la MTF. Anche quando l’immagine appare visivamente nitida, un trasferimento di contrasto non adeguato o una distorsione non controllata possono compromettere la precisione delle misure e l’affidabilità degli algoritmi di visione, soprattutto nelle applicazioni più esigenti.

Spesso viene inoltre ignorato l’impatto della diffrazione, in particolare quando si tende a chiudere eccessivamente il diaframma per aumentare la profondità di campo. Questo approccio, se non correttamente valutato, porta a una riduzione della risoluzione effettiva del sistema, annullando i benefici di sensori ad alta densità di pixel.

Un ulteriore aspetto sottovalutato è la stabilità meccanica dell’insieme ottica–telecamera. Vibrazioni, disallineamenti o variazioni termiche possono introdurre micro-spostamenti che diventano critici soprattutto nelle applicazioni ad alto ingrandimento o metrologiche.

Infine, un errore ancora diffuso è l’utilizzo di ottiche fotografiche in contesti industriali. Sebbene possano sembrare una soluzione economicamente vantaggiosa, queste ottiche non sono progettate per garantire ripetibilità, stabilità dell’apertura e comportamento ottico costante nel tempo, requisiti essenziali nei sistemi di visione artificiale industriale.

Come progettare correttamente l’ottica per la machine vision

Progettare correttamente l’ottica di un sistema di machine vision significa compiere una scelta progettuale strategica, non un semplice adattamento a valle della selezione della telecamera. Un obiettivo correttamente dimensionato incide direttamente sull’affidabilità degli algoritmi di visione, riducendo l’ambiguità dell’immagine e semplificando le fasi di elaborazione software.

Una scelta ottica consapevole migliora inoltre la ripetibilità del sistema nel tempo, riducendo la necessità di ricalibrazioni e interventi correttivi, e contribuisce a una maggiore stabilità complessiva dell’applicazione. In questo modo, l’ottica diventa un elemento chiave anche nella protezione dell’investimento, garantendo prestazioni costanti e una maggiore scalabilità futura del sistema di visione.

Visionlink affianca progettisti e system integrator nella selezione degli obiettivi per machine vision, combinando competenze tecniche, strumenti di calcolo come OptiCalc e una gamma completa di soluzioni ottiche industriali per supportare ogni fase del progetto, dalla definizione dei requisiti alla validazione finale del sistema.

 

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SCHEDE DEI PRODOTTI

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M23FM25

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HF9HA-1S

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FL-CC1618-5MX

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